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Innovazioni in sala operatoria

Tecnologie innovative in sala operatoria, oggi disponibili al Gemelli

Puoi accedervi partecipando a uno studio clinico: è volontario e si aggiunge alla cura standard, non la sostituisce.

Se hai ricevuto una diagnosi di tumore dell’ovaio, dell’endometrio o della cervice uterina, forse cerchi le opzioni più avanzate oggi disponibili.

Nella UOC di Ginecologia Oncologica della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma uso in sala operatoria alcune tecnologie che fanno parte di studi clinici.

Matteo Pavone in divisa verde da sala operatoria, a braccia conserte

Queste tecnologie in Italia per la ginecologia oncologica si trovano solo presso il nostro centro.

Primo centro al mondo

a usare il sistema Van Gogh in ginecologia oncologica.

Repubblica, 13 gennaio 2026(si apre in un’altra scheda)

Primo centro in Italia

a eseguire la trasposizione uterina.

ANSA, 30 dicembre 2025(si apre in un’altra scheda)

Le cinque tecnologie

  1. 01Primo centro al mondo in ginecologia oncologica

    Van Gogh: l’analisi dei tessuti in tempo reale durante l’intervento

    Van Gogh

    Pochi minuti

    Tanto basta al sistema per analizzare in sala il tessuto appena asportato. Il campione resta integro per gli altri esami.

    Perché è importante

    il chirurgo riceve in sala operatoria un’informazione rapida e oggettiva su tre punti: la presenza di cellule tumorali, i margini di resezione (i bordi del tessuto asportato) e l’eventuale malattia residua. Così può prendere le decisioni chirurgiche in modo più preciso e personalizzato.

    Per chi: OvaioEndometrioCervice

    Come funziona

    Per chi: pazienti con tumore dell’ovaio, dell’endometrio o della cervice uterina.

    Il Gemelli è stato il primo centro al mondo a usare il sistema Van Gogh in ginecologia oncologica.

    Durante l’intervento il sistema analizza in pochi minuti il tessuto asportato e crea una mappa visiva delle aree che potrebbero contenere cellule tumorali. Il campione resta integro, quindi si possono comunque fare tutti gli esami istologici e genetici.

    Fonte:Repubblica, 13 gennaio 2026(si apre in un’altra scheda)

  2. 02

    R-LYNUS: l’ecografia dei linfonodi durante l’intervento robotico

    R-LYNUS

    In tempo reale

    Una sonda ecografica guidata dal robot esamina i linfonodi sentinella dall’interno, mentre opero.

    Perché è importante

    la sonda aiuta a individuare e asportare con precisione il tessuto linfonodale giusto. Lo studio valuta quanto questa tecnica riesca a riconoscere già durante l’intervento anche le metastasi più piccole.

    Per chi: EndometrioCervice

    Come funziona

    Per chi: pazienti con tumore dell’endometrio o della cervice uterina operate con chirurgia robotica.

    Nei tumori dell’utero sapere se i linfonodi sono coinvolti è decisivo per la prognosi e per scegliere le terapie successive.

    Nello studio R-LYNUS (NCT06621823) uso una piccola sonda ecografica «drop-in», inserita nell’addome e guidata dalle braccia del robot. Così posso esaminare dall’interno e in tempo reale i linfonodi sentinella, cioè i primi linfonodi a cui arriva la linfa dalla zona del tumore.

    Fonte:ClinicalTrials.gov, NCT06621823(si apre in un’altra scheda)

  3. 03

    RHINOCERUS: l’ecografia ad altissima frequenza dei linfonodi asportati

    RHINOCERUS

    33 MHz

    La frequenza della sonda che esamina i linfonodi appena asportati, per vedere metastasi più piccole di 2 millimetri.

    Perché è importante

    l’obiettivo è capire se questa tecnologia può riconoscere in sala operatoria anche le metastasi più piccole, senza aspettare giorni per l’esame istologico definitivo. In futuro potrebbe aiutare a evitare interventi più estesi del necessario.

    Per chi: OvaioEndometrioCerviceVulva

    Come funziona

    Per chi: pazienti con tumore dell’endometrio, della cervice, dell’ovaio o della vulva.

    Le sonde ecografiche tradizionali non riescono a vedere le micrometastasi, cioè depositi tumorali più piccoli di 2 millimetri.

    Nello studio RHINOCERUS (NCT06906705) i linfonodi appena asportati vengono analizzati con una sonda a ultrasuoni ad alta frequenza (33 MHz), che mostra la struttura interna del linfonodo con un dettaglio molto superiore.

    Fonte:ClinicalTrials.gov, NCT06906705(si apre in un’altra scheda)

  4. 04

    LYSE: l’intelligenza artificiale per la sicurezza in sala operatoria

    LYSE

    Intelligenza artificiale

    Impara dai video degli interventi di più ospedali a riconoscere i passaggi che rendono sicura la chirurgia dei linfonodi.

    Perché è importante

    l’obiettivo è dare al chirurgo, durante l’intervento, un supporto visivo oggettivo, per rendere la chirurgia dei linfonodi più sicura e uniforme tra i diversi centri. In prospettiva questi algoritmi potrebbero anche aiutare a prevedere già in sala operatoria se un linfonodo contiene metastasi.

    Per chi: EndometrioCervice

    Come funziona

    Per chi: pazienti con tumore dell’endometrio o della cervice uterina che devono fare la biopsia del linfonodo sentinella in laparoscopia o in chirurgia robotica.

    Per asportare il linfonodo sentinella in sicurezza, il chirurgo deve prima mostrare con chiarezza alcune strutture importanti vicine, come l’uretere e i grandi vasi della pelvi. Questi passaggi si chiamano «viste critiche di sicurezza».

    LYSE (NCT06619002) è uno studio multicentrico, cioè condotto in più ospedali. Usa i video degli interventi per insegnare a un sistema di intelligenza artificiale a riconoscere da solo queste viste, le fasi dell’intervento e le principali strutture anatomiche.

    Il sistema misura anche l’intensità della fluorescenza, la luce del colorante usato per trovare il linfonodo sentinella, e la confronta con l’esito dell’esame istologico.

    Fonte:ClinicalTrials.gov, NCT06619002(si apre in un’altra scheda)

  5. 05Primo centro in Italia

    Trasposizione uterina: la protezione della fertilità prima della radioterapia pelvica

    Trasposizione uterina

    Utero e ovaie

    Spostati più in alto nell’addome, fuori dal campo della radioterapia, e riportati al loro posto alla fine delle cure.

    Perché è importante

    è una delle poche opzioni oggi disponibili per proteggere anche l’utero, oltre alle ovaie, dagli effetti della radioterapia.

    Per chi: CerviceRetto o ano

    Come funziona

    Per chi: donne giovani che devono fare radioterapia sulla pelvi, ad esempio per un tumore del retto, dell’ano o della cervice, e che desiderano una gravidanza in futuro.

    La radioterapia pelvica può danneggiare per sempre utero e ovaie. Con la trasposizione uterina, eseguita in chirurgia robotica mininvasiva, utero e ovaie vengono spostati temporaneamente più in alto nell’addome, fuori dal campo di irradiazione. Alla fine delle cure vengono riportati nella loro posizione naturale.

    Il Gemelli è stato il primo centro in Italia a eseguire questa procedura. Lo fa all’interno del DISPLUT trial, uno studio clinico prospettico che segue le pazienti nel tempo e ne valuta efficacia, sicurezza ed esiti ostetrici.

    Fonte:ANSA, 30 dicembre 2025(si apre in un’altra scheda)

Come si partecipa a uno studio clinico

  • Valutiamo se rientri

    Ogni studio ha dei criteri di inclusione: tipo e stadio del tumore, età, condizioni generali. Prima di tutto valutiamo insieme se rientri.

  • È volontario

    Partecipare è volontario. Ricevi informazioni complete e firmi un consenso informato. Puoi ritirarti in qualsiasi momento.

  • Si aggiunge alla cura standard

    Gli studi sono approvati dal Comitato Etico. Le tecnologie in studio si aggiungono al trattamento standard e non lo sostituiscono.